Il punto dolce della taurina: 1,5–3 g, cosa hanno mostrato 34 studi su glicemia e pressione arteriosa
La taurina è nota per i suoi presunti effetti anti‑invecchiamento, ma una nuova meta‑analisi di 34 studi randomizzati ha esaminato i principali indicatori di salute. L’integrazione è stata associata a una riduzione del glucosio a digiuno, dell’HbA1c, dei trigliceridi, del colesterolo, della pressione arteriosa e dei marker infiammatori. I benefici si sono concentrati tra 1,5 e 3 g al giorno, con effetti più evidenti su glucosio e lipidi dopo 8 settimane o più, mentre la pressione e l’infiammazione hanno risposto maggiormente in studi più brevi. Gli effetti sono moderati e gli studi eterogenei; ecco cosa dimostra realmente la ricerca e a chi conviene prestare attenzione.
NMN e pressione sanguigna: 10 studi aggregati, gli over‑60 mostrano la diminuzione più marcata
Una nuova meta‑analisi pubblicata su *Nutrients* ha aggregato 10 studi randomizzati su NMN, il noto precursore del NAD⁺, per verificare se influisce sulla pressione sanguigna. Su 349 partecipanti, NMN ha ridotto modestamente la pressione diastolica di circa 2,15 mmHg, mentre la variazione sistolica complessiva non è risultata significativa. Negli adulti di 60 anni o più, la pressione sistolica è calata di circa 3,94 mmHg. Tuttavia, il campione è limitato, l’analisi ha impiegato un modello a effetti comuni e gli autori definiscono le evidenze preliminari. Ecco cosa significano i numeri, cosa non significano e perché NMN non è un sostituto dei farmaci per la pressione.